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Campodimele è un centro collinare situato a 647 metri s.l.m..

È il più alto Comune del Sud Pontino e si affaccia sulle ubertose vallate che digradano verso il mar Tirreno dal quale sale il soffio leggero del vento misto al profumo dei fiori e delle erbe degli orti che fanno da corona al paese. L'incantevole posizione, la frescura dei luoghi e la conformazione del territorio ne hanno fatto una stazione climatica di notevole richiamo. Basti considerare che i suoi abitanti sono noti per la loro longevità e per il basso tasso di colesterolo rispetto alla media nazionale. Non pochi superano i cent'anni.

    Origini

    Dalla distruzione dell'antichissima Apiolae (Plinto - Naturalis riistoria 111-5 e Livio - Le storie 1-35) da parte di Tarquinio Prisco, gli abitanti furono costretti ad abbandonare i siti riparando nelle zone limitrofe. Una sparuta parte si fermò alle pendici di monte Appiolo ove sorse un primo nucleo abitativo: Campo di Fiori (Apiolae -Appiolo: pommer d'api; Apium: erba gradita alle api).Tale luogo, posto alla confluenza di tre valli (Sterzapiana) si dimostrò insicuro, soggetto a soventi scorrerie di predoni e costrinse gli esuli a cercare posti più lontani da insidie e più adatti alla difesa. Il primo agglomerato sorse sulla sommità dì un colle in posizione strategica ottimale: fu il Campus mellis, (nel medioevo) Campo de melle o Campo de miele (miele, in dialetto "mèle") quindi Campodimele ai giorni nostri.

      Cenni storici

    Campodimele, fin dal '600, fece parte del Ducato di Fondi, di Gaeta (876), dell'Abbazia di Montecassìno (1072) e la sua storia è legata alle loro vicende ed alle loro contese. Nel 1220 passò alla famiglia Dell'Aquila e nel 1400 ai Caetani, in seguito al trattato Ladislao e Ciambella Caetani. Nel 1497, Federico, cognato di Onorato Caetani, concesse Campodimele in feudo a Prospero Colonna. Nel 1617 fu acquistato da Maddalena Miroballo e venduto nel 1674 al Principe di Stigliano per 500 ducati. Morto quest' ultimo (1689) e non avendo avuto eredi, tutto il territorio fu devoluto al fisco per poi essere acquisito, nel 1720, da Odorisio Di Sangro. La famìglia Di Sangro ne detenne il possesso fino all'abolizione del sistema feudale (1806).

Durante l’epoca Borbonica il paese suscitò l’interesse dei reali ed in particolare di Ferdinando II, che usava sostarvi per visitare, quale profondo cattolico, i Santuari ed i luoghi di culto: la Madonna della Civita, S. Onofrio, S. Michele Arcangelo. Per il miglioramento delle condizioni degli abitanti, decretò una serie di provvedimenti, tra i quali il miglioramento dei collegamenti stradali tra i comuni di Itri e Campodimele, Pico ed altri, facendo costruire la strada Civita Farnese, la costruzione di nuove chiese ed altri lavori pubblici, recandosi personalmente ad inaugurare i lavori.

Campodimele, riconfermato comune autonomo, fece parte del mandamento di Fondi, del Circondario di Gaeta e della Provincia di Terra del Lavoro, con capoluogo Capua prima e Casera dopo. Nel 1927, soppressa la Provincia di Caserta, Campodimele entrò a far parte della provincia di Roma sino ai 1934, anno in cui fu istituita, dal Governo fascista, la Provincia di Littoria, chiamata Latina dopo il secondo conflitto mondiale.